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“Visioni di case che crescono”

Viene da parafrasare il titolo di un documentario di Gianni Celati del 2003, “Case Sparse. Visioni di case che crollano”, una poetica e significativa riflessione sulla modernità e sul modo di vedere e intendere il paesaggio in continua evoluzione.

Oltre il 50% della popolazione mondiale risiede nelle grandi metropoli e i fotografi hanno sostituito da tempo i pittori vedutisti che dagli inizi del Settecento si erano dati il compito di ritrarre dal vero paesaggi e città.

L'Oriente in tal senso, specialmente con l'inizio del nuovo millennio, ha offerto e continua a offrire scenari “grandiosi” proiettando un'idea di architettura verticale in progressiva e inarrestabile espansione.

E' l'architettura del cambiamento riferita a mondi distanti, sensibilmente più vicini se racchiusi tra le pagine di un libro.
I libri esposti andranno poi ad incrementare la sezione di fotografia della Biblioteca Comunale “F. Messora”, nell’ottica della costruzione di un percorso editoriale a cura della libreria specializzata.

 

Architecture of Density – Michael Wolf

Peperoni Books, 2012

La visione distopica della città di Hong Kong, così come viene rappresentata da Michael Wolf nel libro “Architecture of Density”, non lascia molto spazio alla speranza, non lascia spazio e basta. Mancano le linee di fuga, non c’é orizzonte e anche il sole fatica ad illuminare le facciate degli immensi palazzi trasformati in suggestioni grafiche. Non c’è nessuna attinenza con la realtà e la presenza umana può essere intuita solo esplorando i microscopici dettagli di ogni singola e sorprendente immagine. Viene in mente “Blade Runner”, il film di Ridley Scott, che nel 1982 rappresentava una futuristica città di Los Angeles, abitata in gran parte da cittadini di origine asiatica e organizzata come un’immenso alveare dalla dubbia vivibilità. “Architecture of Density” faceva parte originariamente di un’altro libro dal titolo “Hong Kong Inside Outside”, oggi oggetto per collezionisti e composto da 2 volumi: uno riferito all’esterno delle costruzioni e l’altro al loro interno dove, quasi sorprendentemente, si scopre l’esistenza della vita e di una apparente e normale quotidianità.

Small God, Big City – Michael Wolf

Peperoni Books, 2012

Per Michael Wolf Hong Kong è una storia d’amore che dura da tutta la vita. Con la sua architettura eccezionale, dinamica, vitale e ricca di cultura vernacolare Hong Kong è stata l’ispirazione e il punto di partenza per la sua produzione di immagini, in continua crescita. Michael Wolf è anche preoccupato per l’inevitabile e nuovo sviluppo urbano di Hong Kong, fatto in modo da non lasciare abbastanza spazio alla diversità d’espressione individuale, per cui la città sta perdendo sempre di più il suo sapore unico. E’ da queste considerazioni che prende il via questo lavoro. Probabilmente Michael Wolf non brucia incenso per Dio, ma lo fa attraverso questo libro, cercando di conservare l’unicità delle persone e delle esperienze appartenenti alla città che tanto lo emoziona

China Megacity – Christian Höhn

Verlag für moderne Kunst Nürnberg, 2013

Le fotografie di Christian Höhn (nato nel 1968) mostrano sia la diversità che l’uniformità delle città di tutto il mondo. Questa pubblicazione mostra le immagini di Höhn delle megalopoli cinesi, tra cui Pechino, Shanghai, Chongqing, Hong Kong, Shenzhen e Qingdao. Christian Höhn è famoso per le sue impressionanti opere sulle “megalopoli”: immagini di grande formato e iperrealistiche che danno l’impressione di monumentalità, anonimato e alienazione delle persone nelle mega metropoli da Città del Messico a Shanghai.

China! Which China? – Wolfgang Zurborn

Schaden, 2008

“La vita nelle strade di Beijing e Shanghai appare come un denso collage di segni, persone e strutture, una specie di esagerazione semiotica che è difficile da decifrare a un primo sguardo, ma questa era esattamente ciò che lo rendeva una sfida eccitante per me, descrivere cioè l’ambivalenza e grande vividezza della vita in città. Avevo la sensazione che le circostanze della vita cambiassero ogni giorno, quindi mi è sembrato un posto molto interessante dove stare in quel momento.” Wolfgang Zurborn

Questo lavoro di Zurborn in Cina ricorda i suoi precedenti lavori. Egli ha catturato qualcosa che appare come un fotomontaggio, composto dalle scritte delle pubblicità, le costruzioni, i pedoni e i turisti. Le immagini, davvero ben composte e che utilizzano spesso le finestre come elementi di riflessione, sono, di fatto, delle fotografie pulite scattate per la maggior parte in pellicola.

Site Specific_Shangai 04 – Olivo Barbieri

Quinlan, 2006

Libro d’artista stampato in tiratura limitata, su una carta particolarmente pregiata. Una pubblicazione raffinata ed inedita di uno dei più interessanti fotografi contemporanei e, insieme, un oggetto da collezionare unico nel suo genere, che ripercorre le tappe che hanno visto Olivo Barbieri fotografare il paesaggio cinese dal 1989 ad oggi.

History Images – Sze Tsung Leong

Steidl, 2006

Giovane talento nato a Città del Messico nel 1970 e residente oggi a New York, Sze Tsung Leong ha cominciato a fotografare l’impressionante sviluppo urbano della Cina a cominciare dal 2002.
Grazie all’utilizzo del grande formato le immagini di città quali Beijing, Shanghai, Chongqing, Nanjing, Pingyao o Xiamen resituiscono all’osservatore dei tableaux ricchissimi di dettagli contribuendo contemporaneamente ad un tipo di fotografia dall’impatto immediato

China – Edward Burtynsky

Steidl, 2016

La trasformazione urbana e industriale della Cina attraverso le splendide immagini di Edward Burtynsky, fotografo canadese da sempre impegnato nella documentazione del paesaggio.