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Luzzara, UN PAESE.

Paul Strand Luzzara, 1953 Via C. Iotti

Domenica 30 settembre, ore 11 - Luzzara

Luzzara, UN PAESE. Itinerario sui luoghi della FOTOGRAFIA” 

Visita guidata con il fotografo Michele Ceradi LAB – Laboratorio di Fotografia di Architettura e Paesaggio

Partenza del percorso dal Comune di Luzzara, via Avanzi 1
(evento gratuito su prenotazione: info@fondazioneunpaese.org - tel. 0522/977612)

«Mi ero accorto di non conoscere l’Italia se non attraverso dei libri o dei preconcetti, e mi pareva che un paziente inoltrarmi nei luoghi, nelle persone, negli interessi di tutta questa gente che aveva tante cose in comune con me, fosse il solo modo per cercare, goccia nel mare, di entrare nella storia». Così, in una lettera ad un amico, Cesare Zavattinicommenta la scelta di realizzare per Einaudi Italia mia: collana editoriale volta a descrivere l’Italia, il suo paesaggio, la sua gente attraverso l’innovativo accostamento di testi e fotografie. Il primo e unico volume viene intitolato Un paese(1955): Luzzara, sulle sponde del fiume Po, è il luogo dove Zavattini, che in questo piccolo centro della Bassa reggiana è nato, sceglie di portare il grande fotografo statunitense Paul Strande sua moglie Hazel Kingsbury Strand, per realizzare il primo esempio di foto-libro italiano. Questo viaggio fotografico e poetico, che unisce modernismo americano e neorealismo italiano, in un luogo apparentemente fuori dal tempo, abitato da persone comuni, rappresenta l’inizio di una lunga serie di eccezionali ritratti di Luzzara, che proprio in questo suo essere “Un” paese della provincia italiana assurge a ricognizione sociale e antropologica dell’Italia intera. I volti e i luoghi di Luzzara, immortalati per la prima volta tra il 1952 e il 1954 negli straordinari scatti di Paul Strand e della moglie Hazel, le cui fotografie del paese rivelano una spontaneità che ancora oggi affascina e stupisce, ritorneranno ancora, nei decenni a venire, attraverso lo sguardo di altri fotografi che si sono succeduti agli Strand. Primo fra tutti Gianni Berengo Gardin, accompagnato da Zavattini a «ricercare le persone che erano state fotografate da Strand, per curiosità, per vedere come erano cambiate dopo vent’anni». La società italiana degli anni ’70, con tutti i cambiamenti che nel frattempo hanno inciso sul costume e sul modo di vivere delle persone, diventa la vera protagonista di Un paese vent’anni dopo, pubblicato da Einaudi nel 1976.

Seguono, a partire dagli anni ’80, illustri rappresentanti della nuova fotografia italiana e internazionale, come Luigi Ghirri, che nella ricognizione affettiva dei territori lungo il Po, raccolta sotto il titolo de Il profilo delle nuvole(1989) e intrapresa con l’amico scrittore Gianni Celati, inserisce gli scatti realizzati a Luzzara fra quelli che con lirica frammentarietà vanno a definire il volto dell’Italia intera; nel  1993 il newyorkese Stephen Shore, che con il progetto fotografico Stephen Shore. Luzzara, dimostra che è ancora possibile dialogare con la tradizione fotografica iniziata con Strand per riuscire a cogliere le trasformazioni che la cultura del consumo ha apportato al paesaggio e all’estetica individuale; Olivo Barbierie il suo servizio fotografico40 anni ma sembra ieri, realizzato per il settimanale Specchionel 1996 e volto a ritrarre il vero volto della Luzzara contemporanea, documentandone le metamorfosi quarant’anni dopo Strand; i fotografi reggiani Marcello Grassie Fabrizio Orsi, che nel 2004 realizzano, con il contributo letterario di Luciano Ligabue, il progetto Luzzara. Cinquant’anni e più…; fino ad arrivare a Vittore Fossatie alle sue 10 fotografie a Luzzara, scattate ed esposte in mostra a Luzzara nel 2007.

Luzzara rappresenta oggi un luogo in cui la memoria dell’illustre patrimonio culturale del passato non smette di dialogare e suggerire stimoli e progetti fotografici di rinnovata qualità. Il cantiere della creatività è aperto sul futuro anche grazie ai costanti sforzi da parte delComune di Luzzarae di Fondazione Un Paese, che ne gestisce le collezioni fotografiche, di valorizzare questo memorabile patrimonio artistico, costruendo nuovi percorsi, intessendo rapporti di collaborazione con chi partecipa al medesimo universo di interessi, garantendo un’offerta sensibile alle esigenze della contemporaneità e consapevole del valore insito nello sguardo sulla propria identità.