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FILIPPO VENTURI

FILIPPO VENTURI

MADE IN KOREA  

Circolo Filatelico, Numismatico ed Hobbistico, Piazza Matteotti, 12 - Gonzaga

Progetto vincitore della call for entry 2018

Fino agli anni ’60 la Corea del Sud era un paese povero e arretrato.

In meno di mezzo secolo è diventato uno dei paesi più moderni al mondo.

La rincorsa alla modernità e al progresso è stata realizzata imponendo alla società uno smisurato senso della competizione, nella ricerca della perfezione dal punto di vista scolastico, professionale ed estetico.

Nel rapido raggiungimento della modernità rientra una forte diffusione della tecnologia, al punto da ritenere che la Corea del Sud sia 5 anni più avanti al resto del mondo in ambito tecnologico. La multinazionale coreana Samsung, la più grande azienda di tecnologia informatica al mondo, è arrivata a costituire da sola il 20% del PIL nazionale.

I giovani si trovano a crescere avendo in mente gli stessi ideali e passando per tappe obbligatorie: i migliori voti per accedere ai migliori istituti che consentiranno di arrivare ai migliori lavori.

Non è un caso che l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, abbia esortato più volte gli americani a seguire l’esempio coreano dove il 98% dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni è almeno diplomato e circa il 60% laureato.

Al tempo stesso sono richiesti modelli estetici senza identità, raggiunti comunemente con la chirurgia plastica; il paese è famoso per avere il maggior numero di interventi al mondo; non c’è giovane che non abbia fatto almeno quelli indicati come “base”: occhi e naso all’occidentale.

Il paese spinge i giovani verso una standardizzazione straniante e surreale, l'esatto contrario di quanto avviene in molti paesi occidentali, dove il successo è raggiunto distinguendosi dalla massa.

Gli effetti collaterali di questa rapida evoluzione sociale, scolastica, economica, estetica e tecnologica, raggiunta attraverso un forte senso della rivalità, sono la dipendenza da internet e dalla tecnologia, l’isolamento sociale e lo stress, a volte così forte da sfociare nell’alcolismo e addirittura nel suicidio (il Paese è tra i primi posti nella classifica mondiale dei suicidi: 43 al giorno).

Biografia

Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista.
Collabora con magazine e quotidiani come The Washington Post, Financial Times, Vanity Fair, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Gente, D di Repubblica, Io Donna del Corriere della Sera.
Da 3 anni si dedica a un progetto a lungo termine sulla penisola coreana, che è stato premiato con il Sony World Photography Awards, il LensCulture Emerging Talent Awards, il Premio Il Reportage, il Premio Voglino e si è aggiudicato il Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad.
I suoi lavori sono stati esposti in musei e gallerie in Italia e all'estero, fra i quali il Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, alla Somerset House di Londra, allo U Space di Pechino, alla Willy Brandt Haus di Berlino, al Kaunas Photo Festival in Lituania e al Sony Square di New York City.
Nel 2017 è stato inviato di Vanity Fair in Corea del Nord.
Nel 2018 è Testimonial per Fujifilm.