Home Camerae Magazine

Camerae Magazine

CAMERÆ MAGAZINE

Un Atlante degli studi, dei metodi e degli oggetti. a cura di Jessica Soffiati e Francesca Ióvene

CAMERAE magazine indaga l'intimità e la profondità del lavoro dell'artista attraverso studio-visit e interviste.

Che cos’è realmente uno studio-visit? Cosa succede quando lo studio, per alcuni un museo in scala ridotta, per altri un luogo condiviso e di scambio, si apre ad un pubblico estraneo?

Entrare nello studio di un artista significa accedere a una realtà fatta di visioni e oggetti collezionati; l’obiettivo di CAMERÆ è mostrare lo spazio nel quale il processo creativo si sviluppa al fine di evocare l’atmosfera naturale nel quale artisti di tutto il mondo lavorano, vivono, pensano.

Senza limiti geografici e stilistici, dà voce ad un microcosmo di persone e di luoghi: cataloga metodologie, ricerche e suoni, rendendo la percezione degli spazi “immersiva” anziché descrittiva.

Attraverso il mezzo fotografico gli oggetti esistono, compongono lo spazio in cui si trovano e allo stesso tempo occupano una dimensione onirica e visionaria propria dell’osservatore, personale e ri-leggibile secondo un percorso psicologico e narrativo.
Nel tentativo di preservare l’ordine “naturale” degli elementi che compongono lo spazio, è però inevitabile sottomettere la narrazione al processo di “montaggio”.

Nel talk si parlerà dei concetti che, secondo un’ordine anacronistico, hanno influenzato la nascita di questo progetto: la biblioteca di Warburg, lo studio come museo del proprio vissuto, il progetto “The Appearance of That Which Cannot be Seen” di Armin Linke, il tentativo di misurare tutto per “Potenze di 10” e il “Genius Loci”, la relazione individuo/spazio...

* CAMERAE tradotto dal latino significa camere. "Camera" è il luogo più intimo e personale della casa. Ogni altro spazio si chiama "stanza", ed è genericamente un posto in cui vivere.

Jessica Soffiati non porta mai con se una macchina fotografica.
Ama ricercare, catalogare, raccogliere e ricombinare.
Da sempre interessata a tutto ma più naturalmente coinvolta dalla figura umana, nei ritratti ricerca la presenza in-assenza, la continuità temporale che fa delle immagini delle “non-fotografie”.
Lontana dal concetto di immagine nostalgica, piuttosto vorrebbe farne un massimo comune divisore.
Mangia grazie alla comunicazione digitale, vive grazie alla fotografia. Ha fondato Camerae Magazine per comunicare e far vivere gli spazi dove gli artisti lavorano, collezionano, pensano, vivono e lasciano traccia. Colleziona errori fotografici acquistati nei mercatini, immagini che non servono a riconoscere qualcuno ma a evocarlo.

Francesca Ióvene ha 28 anni, è nata a Brescia e vive a Milano. Di formazione è architetto, ora è una fotografa. Durante gli studi ha iniziato a dedicarsi all’analisi del territorio attraverso la fotografia e poi non ha più voluto smettere. Successivamente, ha cominciato a muoversi verso temi verso cui tende istintivamente, come il rapporto tra naturale e costruito, l’utilizzo del suolo e dei materiali, la città e del paesaggio come luoghi vissuti e connessi ai modi di abitare dell’essere umano. Ha studiato per un anno in Cile, interessandosi a nuovi metodi di progettazione e cambiando la sua percezione dello spazio naturale. Attualmente vive a Milano, continua ad occuparsi di fotografia collaborando soprattutto con studi di architettura, design e riviste di settore, e porta avanti ricerche personali. Ha fondato Camerae Magazine per indagare la realtà degli studi d’artista e la loro profondità.