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Sergio Camplone

ANAGRAFE DEL DANNO (L’Aquila)

“Le ideologie creano archivi di immagini probatorie e rappresentative che incapsulano idee condivise, innescano pensieri e sentimenti facilmente prevedibili. … il problema non sta nel fatto che ricordiamo grazie alle fotografie, ma che ricordiamo solo quelle. Il ricordo attraverso le fotografie eclissa altre forme di comprensione, e di ricordo”

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri.

Studi, video, film, documenti, libri, blog tematici sono veramente un oceano in cui è facile perdersi; per questo risulta difficile percepire quale e quanta informazione è giunta correttamente a destinazione. Quella che si definisce “memoria collettiva” non è affatto il risultato di un ricordo, bensì di un patto, per cui ci si accorda su quale versione dei fatti ritenere valida.
Il sisma del 6 Aprile 2009 è stato preceduto da una serie di fatti e circostanze anche molto lontani tra loro. La ricostruzione della storia attraverso una mappa mi ha aiutato a riordinare la mia idea di luogo e a produrre una serie di riflessioni sullo stato delle cose di un paesaggio “nuovo”, modificato fin nelle sue radici più profonde, capace di cambiare irreversibilmente gli assetti urbanistici, sociali e culturali di un’intera regione. “Anagrafe del danno” si muove trasversalmente su fatti, luoghi e personaggi, che hanno caratterizzato in qualche modo l’evento. Il mio approccio si caratterizza principalmente sullo studio dei prodromi del terremoto, a partire metaforicamente dal “Mammuth” (Elephas Meridionalis), la foto numero “zero”. L’animale databile più di un milione di anni fa, viveva nella conca aquilana, che all’epoca si presentava come un grande lago chiuso.
Questo grosso animale preistorico stretto, oggi, nella sua “armatura”, insieme ai ponteggi, che avvolgono l’intero centro storico dell’Aquila; ai suoi più di 1.200 decreti, regolamenti e ordinanze prodotti dallo stato, dagli enti locali e dalla protezione civile e ai suoi infiniti iter giudiziari, sono un chiaro segno di come stanno le cose.

Sergio Camplone

Biografia

Ho studiato fotografia al c.f.p. Riccardo Bauer di Milano diplomandomi nel 2000.
Gli ultimi progetti conclusi sono: “Anagrafe del danno” curato da Fuorivista e Confotografia, il progetto “Breviario di un paesaggio incompleto” coordinato da calamita/à, curato da Marina Caneve e Gianpaolo Arena sui territori del Vajont a 50’anni dalla frana. Per l’Upi Puglia e la Cooperazione Territoriale Grecia-Italia 2007-2013, ho lavorato al progetto europeo “Bridges of history and tradition”, un lavoro sulla mappatura dei ponti del sud Italia. Con la facoltà di architettura di Matera seguo il progetto Re-Cycle sui contesti spaziali e sociali di borghi e quartieri nati nel dopoguerra, con il progetto “Una questione meridionale”. Per lacuna/e project, progetto fotografico sull’architettura moderna a Venezia, sto lavorando al progetto “The Third way” Mazzorbo, Venezia.

La mia attenzione è rivolta maggiormente all’identità di luoghi soggetti a progressivi mutamenti e trasformazioni, con l’uso di differenti forme narrative. Quello che mi interessa è mettere in relazione le inevitabili forme di alterazione del territorio da parte dell’ uomo con la sua capacità di mutare il paesaggio, di farsi esso stesso paesaggio.

Mostre 2014/16

• Lacuna/ae Sant’Erasmo island, Venice “The Third Way”

• For the use of hyperimages “anagrafe del danno” montecchio (Reggio Emilia)

• CALAMITA/À project will be part of Alt. +1000 Festival Rossinière

• F4/ un’idea di fotografia fondazione francesco fabbri -Sono stato lì- call nazionale sulla fotografia di paesaggio

• Sono stato li esperienze di rilievo fotografico dell’italia contemporanea/ iuav Venezia

• open Museum open city – MAXXI- roma – photo screening documentary platform con “anagrafe del danno”

• SIFest 2014-Laboratorio Italia: Spazio ex MIR MAR via Roma 27 San Mauro Pascoli:

_Calamita/à Indagini e ricerche nei territori del Vajont. A cura di Gianpaolo Arena e Marina Caneve

_Confotografia L’Aquila 2013. A cura di Associazione fuorivista, Associazione Segni

_Landscape stories A cura di Gianpaolo Arena

• stills of peace and everyday life Italia and Pakistan:curated by Antonio Zimarino, Franco Speroni, Lavinia Filippi e Raffaella Cascella- Museo Capitolare / Atri