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Marco Fava

TRACCE DI UNA GEOGRAFIA VELOCE

Un punto di partenza.
Nel Settembre 2015, dopo diversi giorni di maltempo, le esondazioni del torrente Nure e del fiume Trebbia sono state causa di morte e devastazione del territorio.
Sono state interessate le due valli nella loro interezza, dai centri abitati a monte fino all’innesto nel fiume Po.

Una geografia veloce.
Il progetto racconta la risalita lungo queste valli parallele dalla pianura alle zone montane, alla ricerca delle tracce antropiche e degli elementi naturali ricorrenti e riconoscibili, in un contenitore geografico che muta costantemente ed inevitabilmente ma che subisce un’accelerazione a seguito di movimenti climatici improvvisi che cambiano i connotati dei luoghi e la percezione degli stessi.

Due direzioni parallele.
Ci sono le immagini strettamente legate alle esondazioni – le quali, certamente, possono aprire il dibattito sulle problematiche ambientali, dai cambiamenti climatici alle pratiche di urbanizzazione incontrollate e di gestione del territorio – ma c’è anche una componente più sensoriale e meditativa che, in fondo, sta alla base dell’approccio al progetto e cerca di rendere tangibile la simbiosi abitante-luogo in modo più ampio e universale.

Camminare, ritornare.
Il frequente ritorno negli stessi luoghi, il camminare lentamente come pratica di osservazione, è fondamentale per me per capire l’evoluzione e cogliere i movimenti.
I fitti boschi nelle pianure che raccolgono tra i rami tutti i detriti, le conformazioni geologiche imponenti, quasi minacciose, i luoghi e le infrastrutture abbandonate, diventano una mappa puntuale che permette di decifrare il paesaggio e raccontare le ipotetiche storie umane connesse.

Biografia

Marco Fava
Nato nel 1978, si laurea in architettura al Politecnico di Milano e attualmente vive e lavora a Piacenza.
Durante gli studi universitari si interessa in modo più concreto alla fotografia e inizia una ricerca fotografica focalizzata principalmente sul paesaggio suburbano e sulle interazioni tra la presenza umana e l’ambiente.
I suoi progetti sono stati pubblicati su diverse piattaforme online e nel corso dell’ultimo anno è stato selezionato per partecipare ad alcune mostre collettive e personali.