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Fabrizio Albertini

DIARY OF AN ITALIAN BORDERWORKER

frontaliere[fron-ta-liè-re] s.m. (f. -ra)

 Abitante di una zona di confine tra due stati; lavoratore, residente in tale zona, che deve giornalmente varcare il confine per recarsi sul posto di lavoro.

Diary of an Italian Borderworker è un racconto che si snoda lungo le strade attraversate come frontaliere. Un percorso che descrive il rapporto tra territorio e realtà lavorativa oltre il contesto occupazionale. È un viaggio che riporta la percezione di un paesaggio confinante e straniero. Una micro-realtà raccontata per appunti, nelle sue sfumature, dove ogni scatto è colto in prossimità dell’asfalto.

Strada Statale 34, Lago Maggiore. È una bella giornata, finalmente. Il “Nulla da dichiarare” l’ho appeso allo specchietto retrovisore. Dogana. Scalo in seconda. La guardia di confine mi squadra velocemente. “Ok”. Alzo appena la mano dal volante. Svizzera, Canton Ticino. Seconda, terza, quarta.

Guido un’Alfa Romeo 147 grigio topo. Di certo non la tratto molto bene, ma ci sono affezionato. Cruscotto polveroso, parabrezza sporco e il telaio è ancora ricoperto dal sale. Lontano, verso le valli, la neve ha imbiancato le cime. Scorro le stazioni radio ma non trovo nulla. Vicino al tachimetro si accende una spia, quella della riserva. Metto la freccia al primo distributore di benzina. Parcheggio. Esco dalla macchina. L’aria gelida mi ricorda che qui non è ancora primavera. Meglio chiudersi la giacca. Apro lo sportello, svito il tappo, infilo la pistola nella bocchetta e tiro la leva. Il chiosco del cambio ha una nuova vetrina. Un piedistallo in stile dorico su cui il proprietario ha appoggiato un’edera di plastica. Mi accorgo che la vetrina è antiproiettile. A fianco dell’entrata, seduti ad un tavolino da bar, due operai bevono una panaché. Un classico da queste parti, non così male. Al rifornimento diesel un uomo sulla settantina borbotta con la moglie. Sono molto eleganti, a loro modo. Lui con una cravatta sgargiante, lei con spalline ben in mostra. Guidano una vecchia Mercedes anni 80, come loro, bellissima.

Sono cresciuto a pochi chilometri dal Confine. Sono figlio di frontalieri, vivo in un paese di frontalieri, sono frontaliere.

Non ho fatto molta strada da casa ma tutto è già cambiato. Sono i dettagli che non riconosco. Non mi ci sono ancora abituato. I colori, le case, le scuole, i bar, il cibo, le automobili, i vestiti, la gente, questa pompa di benzina e tutto il resto. Mi sento distante. Sono molto lontano da casa.

BIOGRAFIA

FABRIZIO ALBERTINI (1984) fotografo e regista, diplomato in Regia e Produzione presso il Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive (Lugano, Svizzera). I suoi lavori sono stati selezionati, tra gli altri, al Festival Internazionale del Film di Locarno. Le sue serie fotografiche sono state esposte, tra gli altri, presso Aperture Foundation. Pubblica, per la casa editrice Skinnerboox, i libri fotografici “The Mecca of Coney Island” (2014), “Diary of an Italian Borderworker” (2016).

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